Il pistacchio (dal greco pistàkion) è una pianta originaria del bacino del Mediterraneo (Persia, Turchia), coltivata per i suoi semi, utilizzati sia freschi che in pasticceria e per aromatizzare gli insaccati. Era conosciuto e coltivato già dagli antichi ebrei, che all’epoca lo consideravano addirittura un frutto prezioso.

Curiosamente, la parola “pistacchio” compare per la prima volta nell’Antico Testamento e poi nella Genesi (il libro della creazione del mondo). Ancora oggi, il dialetto conserva i termini “frastuca” e “frastucara”, che si riferiscono rispettivamente al frutto e alla pianta.

Questi termini derivano dall’arabo “fristach” e “frastuch”. Nel dialetto del Bronx dei nostri nonni, il termine “frastucata” si riferiva a un dolce a base di pistacchio, mentre “frastuchino” era di colore verde pistacchio.

Furono gli Arabi a strappare la Sicilia ai Bizantini, per sviluppare e attrezzarsi nella coltivazione del pistacchio che nell’isola, in particolare alle pendici dell’Etna, trovò l’habitat naturale per uno sviluppo rigoglioso e unico.

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